venerdì 12 settembre 2008

Report: Mezze Pieghe in Friuli e Austria 2008. Tappa IV: 11.08.08 (Km 220)

Dalla zona dei laghi ci inziamo a spostare verso la zona delle curve più vere!
Partiamo dal Worther See dopo aver fatto qualche foto col nostro amico David and Family e ci dirigiamo verso la NockalmStrasse.
E' la prima strada davvero bella e densa di curve, un paradiso per i motociclisti e punto di incontro rinomato per i centauri austriaci e non. Da tutta Europa infatti in estate parecchi amanti delle due ruote e della montagna si incontrano qui nella zona degli Alti Tauri per rinfrancarsi lo spirito tra i saliscendi i tornanti e i tranquilli villaggi dei dintorni.

La strada è a pagamento (7€ per le moto; 12€ per le automobili) ma molto ben tenuta...ti invoglia davvero a impostare le curve al meglio e ogni tanto a dare giusto un filo di gas per guardarti intorno e respirare quell'aria fantastica...e così anche il Matteo dopo qualche inziale e normalissima insicurezza inizia ad aprire un po' (almeno col pensiero!!).


Approfittiamo delle borse da serbatoio sulle moto per fare anche qualche video (potete vederli qui nella colonna di destra o su youtube nella mia pagina personale).
Sarà poi l'ebbrezza delle prime curve serie o il fomento dell'esser ripreso dalla fotocamera che il Mosco, con somma soddisfazione, "chiude" le gomme. Esaminiamo poi per la prima volta anche i risultati di Matteo vedendo l'angolo di piega e l'usura del battistrada..insomma comincia a cavarsela dai...il ragazzo c'è ma può dare di più!

Usciti dalla Nockalmstrasse decidiamo di proseguiire per un altro sito consigliato sulla guida: le Raggaschlucht, nei pressi di Flattach.
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Sono delle bellissime gole formatesi nel corso degli anni con l'erosione della roccia da parte delle acque del torrente Ragga e grazie agli smottamenti del terreno sottostante.
La visita avviene dopo aver lasciato le moto davanti all'ingresso (facendo una strada apparentemente interdetta) e i nostri bagagli nel gabbiotto della cassiera gentilissima quanto obesa!
Il cammino consiste in un lungo ponticello di legno attaccato letteralmente alla roccia ed in alcuni punti sospeso in aria.
Si passa in mezzo a queste strettissime gole e sopra il torrente che scorre con violenza.
Nonostante la cassiera ci avesse detto che la durata della visita era di circa un'ora, noi ci mettiamo invece un'ora e mezza ed alla fine siamo stremati, sudati come caimani e con i piedi distrutti anche perchè farsi una specie di scalata in montagna con gli stivali da moto non è proprio cosa agevole.

Usciti dalle gole ci dirigiamo verso Lienz, piccola cittadina della Carinzia del Sud consigliataci da David per il pernottamento anche perchè molto vicina alla cima del Grossglockner, nostra meta dell'indomani.
Giriamo 2, 3 hotel ed alla fine scegliamo il Gasthof Goldener Stern molto carino, abbordabile come prezzo (35€) e ben posizionato con una bella vista sul fiume. Segue ricca doccia d'obbligo e cena in centro.

Report: Mezze Pieghe in Friuli e Austria 2008. Tappa III: 10.08.08 (Km 330)

Partenza dal ridente paese di Montereale alle 10 circa dopo l'ennesima dimenticanza del Sandro, dopo aver caricato i portafogli al bancomat e le moto dal benzinaio.

Seguendo l'infallibile fiuto di quella giovane marmotta del Matteo ci inerpichiamo lungo le curve insidiose di un passo (il passo REST n.d.r.) che non ci regala troppe soddisfazioni: una strada strettissima e piuttosto dissestata che però passa all'interno di un fittissimo e rigogliosissimo bosco (insomma voto strada 3; voto paesaggio: 8,5).

Raggiungiamo finalmente Tolmezzo e poi proseguiamo lungo la SS13 verso il Tarvisio...e così eccoci finalmente in Austria!
Affamati come lupi, una volta giunti a Villach, nei pressi della meta della nostra tappa, ci fermiamo un una specie di fast food: lo "Schnitzeler" dove al posto dei panini si vende carne fritta e impanata oppure carne fritta e impanata oppure carne fritta e impanata.
Il Mosco smadonna un po' perchè chiaramente da buon italiano vorrebbe un endovena di bucatini all'amatriciana ma alla fine decidiamo comunque di mangiare lì.

Con 40.000.000 di Kcal in più nel corpo decidiamo di ripartire alla volta del Worther See, un laghetto nella ridente e verdeggiante Carinzia che sarà meta della nostra tappa.
Abbiamo trovato da dormire grazie all'amico David che già sta trascorrendo lì parte della sua vacanza con la moglie Paola e il piccolo Samuel.


Ci riposiamo per circa una mezz'ora e poi decidiamo di andare a visitare un piccolo caratteristico borgo medievale nei dintorni consigliato anche dalla guida del touring club che ci accompagna ormai già dallo scorso anno.
Giunti lì però, preda della fame e della stanchezza dei km lasciatici alle spalle ci lasciamo tentare da un gelato e da una panchina e così passando il tempo perdiamo la visita al borgo il cui accesso era possibile solo fino alle 18.


Torniamo dunque un po' mestamente al Worther See dove mentre Matteo e Stefano provvedono ad una sana doccia e ad un riposino, Sandro e David (con il qual ci siam poi trovati lì) vanno ad "intervistare" un tipo un po' bizzarro che possiede una villetta di fronte al nostro bed and breakfast.
Il tipo, tale Horst Kozel è un uomo simpatico e alla mano possessore di un gruppo di pompe di benzina dell'Agip nel vicino villaggio di Velden, una ferrari fiammante, una ducati Desmosedici RR da collezione e apparentemente anche un racing team! Insomma non male!!

Ristoriamo le nostre stanche membra ed andiamo a cena nella vicina cittadina di Klagenfurt, tipiacamente austriaca e decisamente carina anche se piuttosto poco popolata.
Poca attività e molta stanchezza ci inducono dunque a ritirarci..l'indomani il viaggio prosegue!!

Report: Mezze Pieghe in Friuli e Austria 2008. Tappa II: 09.08.08 (Km 352)

Partenza da Bologna alle ore 09:30 circa..e il Sandro già dimostra di essere più rincoglionito del solito...la premessa è che mi dimentico il libretto della moto a casa (una bazeccola insomma).

Direzione VAJONT.

Passiamo con la statale per Ferrara e Rovigo e qui decidiamo di prendere l'autostrada. I km sono parecchi e non siamo partiti presto. E' alla fine la maniera migliore per non arrivare troppo tardi a destinazione. La sorpresa che ci riserva l'autostrada però non è delle migliori perchè ci sono 40 km di coda. Un inferno. Fortunatamente siamo in moto e riusciamo divincolandoci in qualche modo a raggiungere lo svincolo per Belluno dove la strada è finalmente libera e possiamo aprire un po' il gas.
Ci fermiamo per pranzo in un autogrill dove (giusto per dovere di cronaca) compriamo anche tre fagottini al cioccolato che alla fine non mangeremo e gireranno con noi mezza Austria.

Arriviamo dunque a Montereale all'Hotel "il Grizzino" dove ci aspetta a braccia aperte Mr. Mario uno dei pochi uomini sulla terra ad investire e costriure in posti disabitati...ma chissà...magari c'ha visto lungo.



Lasciamo i bagagli e ci dirigiamo subito verso il Vajont anche perchè l'ultima visita alla giuda è prevista per le 17 e sono già passate loe quattro da un po'.
Passiamo per una strada affascinante che taglia il cuore della Valcellina, una zona davvero bella e verdeggiante.
Arriviamo finalmente alla diga e grazie ad uno scatto felino di Matteo riusciamo ad impossessarci degli ultimi 3 biglietti disponibili per la visita che sarebbe iniziata 2 minuti dopo.
La visita è davvero interessante e bella. Ce la ricorderemo per parecchio tempo soprattutto per il coinvolgimento della guida, il sig. Italo Filippin, un uomo sulla 60ina con un gran fisico da scalatore, uno dei supersiti del disastro del 9 ottobre 1963 "il peggior disastro ambientale mai accaduto nel mondo provocato dall'uomo".




Cliccate qui per maggiori info da Wikipedia o visitate il sito di Marco Paolini l'attore di teatro che ha contribuito a dare maggior risalto alla vicenda. Di lui sono disponibili anche "IL RACCONTO DEL VAJONT" pubblicato da Garzanti ed il video del suo spettacolo pubblicato da Einaudi.



Al termine della visita risaliamo in sella, visitiamo il paese di Casso e passiamo per Longarone, il più devastato dei paesi nei dintorni.


Tornati in albergo pensiamo di fare una cena normale e invece, grazie al suggerimento di Mr. Mario mangiamo un piatto tipico dela Valcellina: il "frico". Trattasi di una frittata con patate, formaggio e pancetta...noi supponiamo anche fosse presente della sugna in quantità industriale.
Risultati: Matteo l'ha solo assaggiato; Sandro se ne è fatti fuori 3/4...il Mosco se l'è spazzolata come se fosse una fetta biscottata senza niente..probabilmente al posto dei succhi gastrici ha il Mastro Lindo!

giovedì 11 settembre 2008

Report: Mezze Pieghe in Friuli e Austria 2008. Tappa I: 08.08.08 (Km 400)

Ed eccoci...dopo un po' di attesa per un intervallo dovuto alla mia seconda tranche di vacanze ecco finalmente la pubblicazione del nostro report di viaggio che ha visto 3 mezze pieghe in giro tra Friuli e Austria per poco meno di una settimana.
Protagonisti del viaggio sono stati Matteo (a.k.a. Mezza Piega Parsimoniosa), Stefano "Mosco" (a.k.a. Mezza Piega Ipotetica) e Sandro (il sottoscritto narratore a.k.a. Mezza Piega Mancina) ma la prima tappa che sto per raccontarvi vede in sella solo Stefano e Matteo proprio perchè si trattava di raggiungere me a Bologna...dunque i primi 400 km circa si stendono nella tratta Roma Bologna e ahimè praticamente tutti in autostrada.

Insomma...tutto è pronto.
I nostri eroi hanno programmato il viaggio in tutti (vabbè diciamo molti) dettagli.
La prima tappa che come detto è stata affrontata solo da Matteo e Stefano che alle luci dell'alba del giorno fatidico 08.08.08 prendono il via.
Il viaggio si svolge tutto lungo la A1 e questo chiaramente tarpa un po' le ali ai due ex compagni di università che avrebbero preferito senza dubbio farsi cullare da dolci curve circondati da alberi e rigogliosa vegetazione ma...non disperiamo...arriverà il tempo anche per questo!

Nel fratempo le soste si susseguono anche tra i commenti e gli sguardi dei passanti come un vecchietto incontrato in autogrill che alla vista delle moto afferma in perfetto sud-tirolese "Anvedi ste moto quanto so belle...li mortacci loro!!..."

Il viaggio continua e finalmente si arriva alla prima destinazione: Bologna, dove con sorpresa i due nostri trovano città e soprattutto casa del Sandro attanagliate da un caldo che rende l'ambiente più simile a quello di un forno a 300° che di una normale stanza ad agosto...e insomma la notte è quasi un incubo.
Da menzionare è comunque, prima del meritato riposo, una cena sui colli bolognesi dal "Nonno", storico luogo d'incontro d'estate per le tigelle, le crescentine e per il fresco sicuramente ristoratore ed evasore dal caldo della sottostante città.
E altrettanto da menzionare è il commento del Matteo: "bbuono...per un panino cor prociutto 20 euro a capoccia!!".

..e vabbè...via a nanna per prepararci alla "vera" partenza del giorno dopo.